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OKTAGON BELLATOR FIRENZE: LAMPO PETROSYAN, TRIONFO PERITORE, SAKARA CEDE A CARVALHO

CARVALHO SAKARA: THE DAY AFTER.

CARVALHO SAKARA: THE DAY AFTER.

12 dicembre 2017

 

Sono ormai più di 48 ore dall’ultimo Oktagon bellator che ha decretato la vittoria di Rafael Carvalho su Alessio Sakara.

Molte sono le cose che subito si sono rimbalzate sul web, registrando in primis lo sgomento dei fans e in sala la profonda commozione dei presenti.

Mai nella mia vita ho visto un cambiamento così repentino del clima in un palazzetto dello sport.

L’entrata di Alessio è stata accolta con unn boato da gli oltre 8000 spettatori, tutti in piedi con i telefonini in mano.

L'entara del legionario era oggettivamente un colpo d’occhio spettacolare.

Il grido della folla scandito dal bordo gabbia alle tribune era assordante.

 

Purtroppo assordante è stato anche il silenzio che è caduto in sala quando Alessio è caduto.

Ma questo cosa vuol dire?

Il silenzio era per la delusione del risultato è sicuro, ma io ho visto in quelle facce (e nelle lacrime di alcuni) la preoccupazione per la salute di Alessio.

In sintesi il legame che Alessio ha stretto con il suo pubblico non è solo il tipico legame tra il campione ed il fan. Qui si tratta di qualcosa di diverso di davvero epidermico.

La gente era preoccupata si fosse fatto male…capito la differenza?

Non erano rimasti male per la festa sottratta loro dalla sconfitta di Sakara, ma per le condizioni di salute dell’atleta, dell’uomo, dell’amico Alessio.

 

ORA PARLIAMO DEL MATCH….ANDIAMO PER GRADI

 

IL FISICO.

Carvalho non solo ha un allungo superiore a Sakara, ma lo usa in modo perfetto, perché abbina, alla sua facilità a raggiungere il bersaglio, il timing giusto per farlo grazie ad una mobilità eccezionale.

 

ELEMENTO SORPRESA.

Se il team di Sakara aveva deciso di andare alla distanza, cioè di portare il match fino al 5° round, beh Carvalho invece ha deciso di accellerare subito e portare il match allo scontro duro dal primo round.

Se infatti, come anche io pensavo, Carvalho avesse studiato di più Alessio prima di entrare nel vivo del match probabilmente il combattimento sarebbe stato diverso.

Non dico avrebbe vinto Sakara, intendiamoci.

Dico solo che l’elemento sorpresa ha giocato molto.

Attaccare subito, dopo pochi secondi, è stato il punto di forza della strategia vincente del brasiliano.

 

COLPO A FREDDO

Si definisce “Colpo a Freddo” quel calcio, pugno o ginocchio che arriva a pieno bersaglio quando l’atleta ha appena iniziato a muoversi nella gabbia o ring ma ancora non c’è stato ancora contatto duro.

Il cervello si abitua lentamente a registrare i colpi ed al loro crescendo corrisponde una assuefazione al dolore o shock psicologico relativo.

Notoriamente una sberla in pieno viso a pochi secondi dal risveglio è ben più efficace e stordente dello stesso schiaffone nel corso di un attacco a spintoni quando i sensi sono già acuiti dai colpi ricevuti e dal grado di allerta che il cervello trasmette a tutto il corpo.

Il primo colpo di Carvalho infatti arriva a meno trenta secondi dall’inizio e colpisce in piena tempia Alessio.

 

PUNTO DI IMPATTO.

Il bersaglio colpito da Carvalho, volutamente o fortunosamente, è stata la tempia che corrisponde al lobo temporale.

Questo risulta essere uno dei punti deputati alla perdita di conoscenza se colpiti duramente.

 

PESI DIVERSI.

È indubbio che nel taglio del peso Sakara perdeva il confronto con il Brasiliano, perché si vedeva ad occhio che Sakara non aveva recuperato peso come invece aveva fatto  Carvalho che era ben in carne nella gabbia, esattamente come alla conferenza stampa dove, giorni prima, Sakara era risultato molto più provato in faccia.

Quindi nella gabbia presumibilmente si scontravano due atleti di peso ben diverso tra di loro in cui il più alto, Carvalho (191 cm), era anche il più pesante.

 

QUINDI?

E quindi nella gabbia un atleta più pesante, con maggiore allungo, colpiva a sorpresa, esattamente al bersaglio sensibile, un atleta di peso inferiore che ovviamente restava temporaneamente impossibilitato a reagire con sufficiente reattività ai colpi successivi che chiudevano il match a 44 secondi dall’inizio del combattimento.

Questi i fatti.

 

E ORA?

Ora è ovvio che la prova sia fallita e nessuno può negarlo.

Sakara 84 kg non è lo stesso atleta di Sakara 93 kg.

In questa  categoria di peso Alessio aveva avuto migliori successi ad una altra età con un metabolismo diverso.

E comunque anche nell’ultimo periodo in UFC i problemi a fare gli 84 kg c’erano stati.

Quindi perde Alessio 84 kg la bella striscia di vittoria in Bellator, ma può proseguire indisturbato Alessio 93 kg che in bellator non è stato mai sconfitto da un pari peso.

Mi spiego: la carriera di Sakara si interrompe negli 84 kg per ovvi motivi già spiegati, ma resta ancora un contender di tutto rispetto nella categoria superiore dove ci auguriamo di vederlo quanto prima.

 

SAKARA E BELLATOR.

Sakara è indubbiamente legato a bellator non tanto e solo per motivi contrattuali ma soprattutto perché entrambi hanno avuto un intesa perfetta da subito.

Il rapporto tra Alessio e Scott Coker, l’accoglienza entusiastica da parte di tutto il mondo bellator, la sinergia creatasi tra noi di fight 1 e il mondo della Legionarius League oltre alle amicizie forti tra i Petrosyan e Alessio sono tutti elementi che non si perdono per una sconfitta.

Quindi ora ad Alessio il tempo per riposare e passare qualche giorno di vacanza  con i suoi.

Poi verrà il tempo di proporre ad Alessio una nuova sfida ed una nuova campagna promozionale per le nostre discipline,  a cui siamo sicuri il Legionario vorrà prendere parte insieme alle legioni unite delle MMA e degli sport del ring.

Sayonara

Carlo Di Blasi

Categoria: Oktagon - Notizie




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